Un approccio multifattoriale: il Triangolo della Salute
- Francesca Marzano Melani

- 21 lug
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 30 lug

«Sono radicata ma scorro»
Virginia Woolf, Le onde
Uno degli elementi fondativi del mio approccio si ispira al modello olistico multifattoriale del Triangolo della Salute, concetto cardine della Kinesiologia. Si utilizza questa figura per rappresentare la relazione dinamica tra le tre aree primarie per l'equilibrio dell'essere umano e indicarne l'interrelazione e l'interdipendenza.
Ogni lato del triangolo rappresenta un aspetto:
• un lato si riferisce all'aspetto strutturale, ovvero ossa, muscoli e quanto deputato al sostegno, al movimento e alla postura
• un secondo lato rappresenta l'aspetto biochimico, si riferisce cioè alla nutrizione, agli organi, alle ghiandole, alle funzioni metaboliche e fisiologiche: a ciò che concorre alla trasformazione, alla creazione e al mantenimento dell'energia della persona
• l'altro lato riguarda l'aspetto psichico: ci parla del complesso delle funzioni e dei processi che danno all’individuo esperienza di sé e del mondo, della relazione che i pensieri, le emozioni e i sentimenti hanno con i tessuti del corpo, con l'interpretazione sensoriale e con gli aspetti del sistema nervoso ed endocrino.
Se qualcosa perturba uno dei lati del triangolo gli altri lati si modificheranno di conseguenza, modulando cioè la loro risposta.
In estrema sintesi, possiamo aver fatto esperienza di questa interdipendenza quando ad esempio, in presenza di una particolare tensione emotiva, ci è capitato di avere tensione muscolare, adottare una postura diversa, di digerire con fatica o fastidio o di dormire peggio.
L'EQUILIBRIO
Nella bidimensionalità dell'immagine del triangolo, l'equilibrio ottimale è rappresentato dalla figura geometrica in cui i tre lati sono uguali, in cui cioè vi è una reciproca relazione armonica tra le varie parti dell'individuo.
Questa prospettiva però rischia di essere fuorviante, non riconducendosi infatti in modo esplicito ad una dimensione - la terza - legata a ciò che abita lo spazio, legata al corpo e alla vita che lo anima e dunque, intrinsecamente, legata al movimento. L'equilibrio non è infatti da riscontrarsi nella, seppur stabile, fissità ed impassibilità di un triangolo equilatero o nell'assenza di aspetti che tocchino e spostino i lati del triangolo - il triangolo non ambisce a una "cieca e immutabile perfezione", siamo permeati dalla relazione e dal conflitto che producono continui movimenti sui suoi tre lati; l'equilibrio lo si riscontra in quella forza che si esprime attraverso la capacità del triangolo stesso di ascoltare e rispondere "con fluidità" al cambiamento costante in cui è immerso, rimanendo quindi in costante movimento. Potremmo dire, lasciando che la vita scorra con la vita stessa.
...E NELLA PRATICA?
Nelle sedute pongo l'attenzione all'insieme, cercando di capire con la persona quale sia il movimento da facilitare o sostenere. In base alla situazione specifica
sostengo la comunicazione armonica tra i tre lati del triangolo attraverso il lavoro sui meridiani della Medicina Cinese e/o
utilizzo tecniche specifiche per ciascuno dei tre lati,



